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la sottile arte di fare quel cazzo che ti pare

Mark Manson ti insegnerà la sottile arte di sbattertene delle cose che non ti stanno portando gioia e felicità. E come costruire dei valori positivi a partire dal tuo successo.

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Il metodo scorretto (ma efficace) per liberarsi da persone irritanti, falsi problemi e rotture di ogni giorno e vivere felici.

Il libro di Mark Manson, la sottile arte di fare quel cazzo che ti pare, rompe gli schemi del pensiero positivo e dei falsi buonismi. Ti senti spesso bloccata perché nonostante i tuoi diversi tentativi di raggiungere un obiettivo non riesci a vedere un progresso? La conoscenza è la rovina del 21imo secolo. È facile rimanere intrappolati in una rete di conoscenza senza capire come fare davvero un passo avanti nella vita. Mark Manson ti insegnerà la sottile arte di sbattertene delle cose che non ti stanno portando gioia e felicità. E come costruire dei valori positivi a partire dal tuo successo.

Quando ci interessiamo di troppe cose, quando decidiamo di curarci di tutto, ci sentiamo perpetuamente come se ci fosse dovuto di essere felici e confortevoli tutto il tempo, e quando ciò avviene, la vita ci fotte.

Mark Manson

Leggi questo riassunto per migliorare:

  • la tua felicità
  • la capacità di risolvere i problemi
  • i tuoi valori
  • la tua crescita personale

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Introduzione

In una generazione sempre alla ricerca di nuove guide per la crescita personale un blogger – superstar dà un taglio alle stronzate e ci mostra come smettere di tentare di essere “positive” tutto il tempo – in modo da poter finalmente diventare migliori e più felici. C’è un numero limitato di cose di cui possiamo occuparci quindi dobbiamo capire quali sono quelle davvero importanti per noi. Manson ci aiuta a fare chiarezza. Mentre i soldi sono interessanti, occuparti di cosa stai facendo della tua vita è meglio, perché il vero benessere si ottiene dalle esperienze. Questo libro ti afferra per le spalle, ti guarda dritto negli occhi e ti parla senza peli sulla lingua e con umorismo di come ottenere una vita stabile e felice.

Non ti preoccupare di qualcuno che non sarai mai, scegli cosa ti interessa davvero

Tutti i libri e i consigli sulla crescita personale – quella roba sul pensiero positivo e sull’essere felici che leggiamo ogni giorno – si concentrano sempre su ciò che ti manca. Con una precisione micidiale ti indicano quello che tu percepisci come un difetto o un fallimento e poi lo ingigantiscono.

Cerchi di imparare come fare soldi perché senti di non avere abbastanza soldi. Stai di fronte allo specchio e ripeti affermazioni positive sul fatto di essere bella perché lo sai di non essere ancora bella.

Ironicamente restare concentrata sul positivo – su ciò che è meglio e superiore – ci porta solo a ricordarci in ogni momento quello che non siamo ancora, quello che ci manca, cosa avremmo dovuto essere se non avessimo fallito nel tentativo. Dopo tutto nessuna persona davvero felice sente il bisogno di mettersi davanti allo specchio e affermare di essere felice. Lo è e basta.

Che tu sia veramente felice o no, non cercare di essere qualcuno che non sei. La società continua a dirci di essere più positivi, sempre di più, tutto il tempo. E per essere positivi tutto il tempo dobbiamo costantemente preoccuparci di cosa non sta ancora funzionando, ancora e ancora. Peccato che preoccuparsi per qualcosa non ha mai garantito a nessuno una vita migliore o più positiva.

La chiave per una vita positiva non è preoccuparsi per un sacco di cose, è iniziare a fregarsene. Concentrarsi solo su ciò che è vero, immediato e importante.

Come esseri umani ci prendiamo a cuore troppe cose che non sono davvero importanti e questo ci fa sentire malissimo verso noi stesse. Mark Manson lo chiama “il disco rotto infernale”. Spiegato semplicemente: hai una certa sensazione per qualche ragione, o magari per nessun motivo, e avere questa sensazione ti fa sentire ancora peggio. Ti sei mai accorta che quando consideri una cosa poco importante ti riesce molto meglio? Fai a caso a tutte le volte in cui è la persona meno interessata a riuscire alla fine ad ottenere il successo. Ma soprattutto: facci caso, quando cominci a sbattertene il cazzo, tutto sembra andare a posto da solo.

Il disco rotto infernale è diventato una vera e propria epidemia di stress, pensieri ossessivi e colpevolizzazione. Per esempio: sei ansiosa per qualcuno nella tua vita. Quell’ansia ti attanaglia e cominci a chiederti perché sei così ansiosa. Adesso stai diventando ansiosa per il fatto di essere ansiosa. La tua ansia ti sta causando ansia, aumentando ancora l’ansia.

La soluzione al disco rotto è semplice: fregatene delle tue esperienze negative – ansia, rabbia, colpa, paura etc. Perché è ok sentirsi così. Va bene stare male ogni tanto. Non peggiorare tutto rimproverandoti di sentirti in questo modo. Desiderare continuamente di essere più positivi è un’esperienza negativa. E paradossalmente l’accettazione di un’esperienza negativa è invece un’esperienza positiva.

Quindi, esattamente, cosa significa iniziare a fregarsene? Diamo un’occhiata a tre sottigliezze che ti aiuteranno a chiarire la cosa.

Sottigliezza nr. 1: fregarsene non vuol dire essere indifferenti, significa essere a proprio agio col fatto di essere diversi

Nella vita sbattersene di tutto è assolutamente impossibile. Devi interessarti a qualcosa, ma devi sceglierlo bene. Devi essere felice di quello che scegli. Dovresti desiderare di essere diverso, e non quello che la società ha deciso. Dovresti decidere per te stesso cosa è veramente importante per te e fregartene di quello che pensano gli altri.

Sottigliezza nr. 2: per fregartene delle avversità, devi interessarti di qualcosa più importante delle avversità

Trovare qualcosa di importante e significativo nella tua vita è probabilmente l’uso migliore che puoi fare del tuo tempo e della tua energia. Perché se non trovi la cosa importante, continuerai ad occuparti di cose frivole e senza senso. Detto semplicemente, non regalare la tua attenzione a cose insignificanti neanche fossi il babbo natale della preoccupazione, trova qualcosa di importante a cui dedicarti.

Sottigliezza nr. 3: che tu lo capisca o meno, stai sempre decidendo di cosa preoccuparti

Impara a preoccuparti solo di quello che ti interessa davvero. Si chiama maturità. In altre parole: la maturità è quella cosa che si raggiunge quando ci si preoccupa solo di cose essenziali. Questa semplificazione ci rende davvero più felici in modo concreto.

Il dolore è un filo inestricabile della trama della vita e sfilarlo non è solo impossibile ma anche distruttivo: cercare di estirparlo distrugge tutto il resto. Cercare di evitare il dolore significa preoccuparsi troppo per il dolore. Al contrario, se impari a sbattertene del dolore diventi inarrestabile.

La felicità richiede uno sforzo e si ottiene solo risolvendo problemi

C’è un’assunzione implicita che troviamo alla base di molte delle nostre convinzioni e credenze. Questa premessa è che la felicità sia algoritmica, che ci si possa lavorare e quindi che ce la si possa guadagnare – come se si trattasse di costruire un Lego o superare l’ammissione all’università.

Se riesco ad ottenere X allora sarò felice. Se avrò il fisico di Y, allora sarò felice. Se riuscirò ad essere una persona come Z, allora finalmente sarò felice.

È la premessa ad essere sbagliata. La felicità non è un’equazione che va risolta. La tristezza, l’insoddisfazione, il disagio sono parte integrante della natura umana e un componente necessario per raggiungere una felicità concreta.

Non devi sperare di avere una vita senza problemi, perché non esiste una vita del genere. Dovresti invece sperare di avere una vita piena di ottimi problemi.

Per essere felici abbiamo bisogno di qualcosa da risolvere. La felicità è infatti una forma di azione. È un’attività, non qualcosa che si ti cade addosso – non è qualcosa che scoprirai magicamente nei 10 articoli più letti dell’Huffington Post.

Ci piace l’idea che esista qualcosa come una felicità definitiva che può essere ottenuta. Ci piace l’idea che tutte le nostre sofferenze possano essere alleviate per sempre. Ci piace l’idea che possiamo essere soddisfatti dalla nostra vita per sempre. Ma non possiamo farlo.

La felicità richiede uno sforzo, e si ottiene risolvendo problemi. La felicità è un work-in-progress continuo. La vera felicità arriva solo quando trovi i problemi che ti piacciono e che sei felice di risolvere.

Il segreto della felicità quindi è trovare quali sono i problemi che ti piace risolvere.

Tutti quanti vogliono avere belle cose nella vita, tutti vogliamo sentirci bene tutto il tempo. Le persone non considerano mai che ci sono alcuni tipi di sofferenza che possono anche andare bene, che ci sono cose per cui vale la pena impegnarsi. Vogliamo tutti solo le ricompense, il risultato, nessuno vuole pensare alla strada per arrivarci. La maggior parte di noi, insomma, non vuole soffrire né sforzarsi troppo.

Se ti senti uno schifo è perché il tuo cervello ti sta dicendo che ci sono problemi che non stai affrontando né risolvendo. In altre parole: le emozioni negative sono una chiamata all’azione. Quando le senti è perché dovresti fare qualcosa.

Lo sforzo è la chiave per la felicità e prospera nei problemi. Il percorso per la felicità è pieno di arrabbiature e vergogna. Non importa dove vai, c’è un’enorme quantità di merda che ti aspetta. E questo è perfettamente normale. Il punto non è evitare la merda, è trovare la merda con cui ti piace avere a che fare.

Nessuno è speciale o eccezionale, in alcun modo

In qualche momento degli anni sessanta, sviluppare un’alta autostima – avere pensieri positivi riguardo se stesse – è diventato lo scopo di tutta la psicologia. I ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno una buona opinione di sé in generale sono più performanti e causano meno problemi. I convegni aziendali e i seminari motivazionali hanno invaso la scena proponendo lo stesso, paradossale, mantra: ognuna di noi può essere eccezionale e raggiungere il successo e la realizzazione nella vita.

Un’intera generazione si è avvicendata e abbiamo raccolto abbastanza dati: no, non siamo tutte eccezionali. Abbiamo scoperto che sentirsi bene con se stesse non significa assolutamente nulla finché non hai un motivo vero per sentirti bene con te stessa. È saltato fuori che le avversità e il fallimento sono utili e addirittura necessari per crescere come adulti di successo.

Le persone con un’alta autostima normalmente si sentono bene con se stesse. Si sentono come se stessero facendo qualcosa di grandioso. Anche quando non lo stanno facendo. Non possiamo prendercela per questo, è questa la tendenza nella nostra società oggi. Essere super positive e avere un’altissima autostima è in effetti una buona cosa, è contagiosa e aiuta a motivare le persone.

Comunque, se c’è una cosa sbagliata in questo movimento a favore dell’autostima è che pretende che le persone si sentano bene tutto il tempo. Per capire se sta andando bene devi misurare quanto ti senti positiva e quanto sei felice di te stessa, laddove sarebbe più corretto capire come si sentono le persone, come pensano e accettano i lati negativi di sé.

Una misurazione veritiera ed accurata del valore di sé dovrebbe basarti su come ti senti riguardo gli aspetti negativi di te stessa. Alcune persone che sentono di essere molto meritevoli vivono ogni evenienza della vita come se fosse o un’affermazione o una minaccia per la propria grandezza. Se accade loro qualcosa di bello è perché hanno compiuto chissà quale impresa grandiosa. Se accade loro qualcosa di brutto è perché qualcuno è geloso e sta cercando di ostacolarle. Le persone che pensano di essere meritevoli ingannano sé stesse credendo a qualunque cosa le aiuti a nutrire il loro senso di superiorità.

Il problema del merito è che obbliga le persone a sentirsi bene con se stesse tutto il tempo, anche a spese di chi li circonda. Finiscono per passare la maggior parte del tempo pensando a se stesse.

Spesso, il primo e più importante passo avanti verso la soluzione dei nostri problemi è capire che i tuoi problemi non sono particolarmente diversi o più gravi di quelli degli altri. Il pensiero che promuove l’alta autostima ci dice che dovremmo sentirci speciali in ogni momento. Tutti lo dicono. Celebrità, politici, persone famose, attori ed attrici: non fanno che ripeterlo. Essere mediocri è diventato il nuovo sinonimo di falliti.

Un sacco di persone hanno paura di accettare la mediocrità perché pensano che una volta convinte di non essere speciali non otterranno mai nulla e non miglioreranno, che la loro vita sarà priva di importanza.

Cerca di essere il più possibile grata per le piccole cose della vita, e non vedere la mediocrità come qualcosa di negativo. Comunque quello che la maggior parte delle persone non capisce è proprio che comprendere e accettare la propria esistenza mondana ti renderà libera di raggiungere i tuoi veri obiettivi, senza giudizi o aspettative falsate.

Non dare priorità a cose senza importanza, concentrati sui tuoi valori

In quanto umani spesso decidiamo di dedicare gran parte delle nostre vita in attività apparentemente inutili se non distruttive. Qualche volta non vogliamo vedere che quello che stiamo facendo ci farà senz’altro soffrire, e lo facciamo lo stesso. Grazie a noi, questa sofferenza significa qualcosa, e siccome significa qualcosa siamo anche in grado di perseverare e addirittura farcela piacere.

Nella vita, che ti piaccia o no, soffrire è inevitabile. Certo puoi cercare di evitarlo ma è un dato di fatto che evitare la possibilità di incorrere in una sofferenza ti si ritorce sempre contro. Non evitarlo, non chiederti “come posso smettere di soffrire?” – devi accettarlo e affrontarlo. Affronta la tua sofferenza e chiediti “perché sto soffrendo? A quale scopo?”. Questa non è una domanda semplice. Mark Manson usa una metafora per aiutarci a capire meglio noi stesse: la cipolla dell’auto consapevolezza. L’auto consapevolezza è come una cipolla: ci sono tanti strati e più vai a fondo più è probabile che tu ti metta a piangere.

Il primo strato di questa cipolla è semplicemente capire cosa senti. Come mi sento ora? Come si chiama questa emozione? Sono triste. Sono felice. Sono dispiaciuta quando vedo queta cosa. Eccetera. Questo può essere semplice per alcune persone e molto difficoltoso per altre. Alcune volte cerchi di nascondere e negare quello che senti.

Il secondo strato della cipolla è l’abilità di chiederti perché provi queste emozioni. Perché mi sento così? Perché sono triste? Perché sono un po’ depressa?

Il terzo strato sono i nostri valori personali: perché penso che questo sia un successo o un fallimento? Come ho scelto di misurare me stessa? In base a quali standard sto giudicando me stessa e chi mi circonda?

Questo livello richiede uno sforzo costante ed è difficilissimo da raggiungere. Ma è il più importante perché sono i nostri valori a determinare la natura dei nostri problemi, e la natura dei nostri problemi determina la qualità della nostra vita.

Quindi, chiaramente, conoscere i tuoi valori è importante perché alla fine è da questo che dipende la qualità della tua vita. Se vuoi cambiare come vedi i problemi, dovrai cambiare come valuti e come misuri il successo e il fallimento.

Secondo l’autore del libro, alcuni valori sono valori di “merda”. Creano problemi che difficilmente possono essere risolti. Alcuni di questi valori sono il piacere, il successo materiale, avere sempre ragione ed essere sempre positivi. Questi valori sembrano giusti ma in realtà sono un pessimo obiettivo attorno a cui far girare la propria vita.

Essere positive può sembrare una pepita d’oro ma non possiamo negare il fatto che a volte le cose vanno male, le persone ci deludono, gli incidenti capitano. Queste cose ci fanno sentire malissimo. E va bene. Le emozioni negative sono una parte della salute emotiva. Negare gli aspetti negativi significa prolungare i problemi invece di risolverli.

I valori buoni, d’altro canto, sono realistici, socialmente costruttivi, immediati e controllabili. Alcuni esempi di valori buoni e salutari sono l’onesta, l’innovazione, la vulnerabilità, farsi valere, aiutare gli altri, il rispetto di sé, la curiosità, la carità, l’umiltà, la creatività.

Quando abbiamo degli scarsi valori, e poniamo degli standard inadeguati a noi stessi e agli altri, stiamo essenzialmente dando retta a cose che non importano. Cose che di fatto rendono la nostra vita peggiore. Ma quando scegliamo valori migliori, siamo in grado di occuparci di qualcosa di meglio, di cose più importanti, che aumentano il nostro benessere e generano felicità e piacere come effetti collaterali.

Prenditi la responsabilità della tua vita e abbraccia l’incertezza

C’è una semplice intuizione da cui nasce la volontà di migliorarsi e di crescere. Questa intuizione è che, individualmente, siamo responsabili della nostra vita a prescindere dalle circostanze.

Nel momento in cui realizziamo di essere noi i responsabili, iniziamo a migliorare noi stessi. Non importa quale sia la situazione in cui ti trovi: è una tua responsabilità. Non importa di chi è la colpa per dove sei oggi. È comunque una tua responsabilità decidere che fare adesso.

C’è una bella differenza tra dare la colpa a qualcun altro per la tua situazione e che quella persona sia effettivamente responsabile per la tua situazione. Nessuno è mai responsabile per te, se non tu. Molte persone possono essere incolpate per la tua tristezza, ma nessuno ne è responsabile se non tu. Questo perché puoi sempre scegliere come vedere le cose e come reagire ad esse, e come valutarle. Puoi sempre scegliere in base a quali valori misurare le tue esperienze.

Spesso l’unica differenza tra un problema che ti causa sofferenza e uno che ti dà potere è il senso che decidiamo di dargli, ed è una nostra responsabilità.

Inoltre devi abbracciare l’incertezza – perché la certezza è nemica della crescita. Invece di lottare per avere certezze dovresti essere sempre in cerca di dubbi: dubbi su ciò in cui credi, sui tuoi sentimenti, su quello che il futuro ti riserva finché non lo raggiungi e lo crei da sola.

Invece di cercare di avere ragione tutto il tempo, dovremmo cercare di capire perché siamo nel torto. Perché di sicuro lo siamo.

I molte situazioni abbiamo l’intuizione che qualcosa sia giusto o sbagliato. Ma in realtà non lo sappiamo. Sembra in un certo modo, ma non lo sappiamo. Quindi forse è buono, forse è cattivo. Perché non prenderla come viene? Va bene così com’è. Magari ci aiuterà, magari ci ferirà. Semplicemente non possiamo saperlo con sicurezza.

L’incertezza è la radice di tutti i progressi e della crescita. Come spiega l’antico detto: chi pensa di sapere tutto non impara nulla. Più ammettiamo di non sapere, più opportunità avremo di imparare.

Dubita di te stessa, dei tuoi pensieri, delle tue convinzioni e rimani sempre in cerca di nuovi dubbi. Dubita che il futuro sia roseo se stai semplicemente seduta a piangere su te stessa.

Fatti domande come “e se mi sbagliassi?”, “cosa significherebbe questo, se io mi fossi sbagliata?”, “essermi sbagliata creerebbe un problema peggiore o migliore di quello che ho adesso?” – ti aiuterà ad essere un pochino meno certa del tuo giudizio.

Abbracciare l’incertezza è un passaggio essenziale nello stabilire i nostri valori e quindi le nostre priorità. Alla fine, se vogliamo cambiare o lasciare andare alcuni di quei valori abbiamo bisogno di metterli in dubbio.

Il paradosso del successo: devi perdere per poter vincere

Per migliorare in qualcosa bisogna passare attraverso centinaia di piccoli fallimenti, e la magnitudine del tuo successo è basata su quante volte hai fallito in qualcosa. Se qualcuno è meglio di te sotto qualche aspetto, è molto probabile che sia perché ha fallito di più di quanto abbia mai fatto tu.

Si dice spesso che il talento è sopravvalutato, ed è proprio così. Il successo riguarda più l’impegno che le condizioni di partenza. Noi possiamo ottenere un ottimo risultato solo nelle cose in cui accettiamo di sbagliare e fallire. Se abbiamo paura di fallire, abbiamo paura anche di avere successo.

Pensa ad un bambino che impara a camminare: cadrà e si farà male centinaia di volte. Ma in nessun momento si fermerà dicendo “oh, immagino che camminare non faccia per me, non sono bravo in questo”. Fallire e soffrire sono parte del processo.

Quando cresciamo sviluppiamo la volontà di evitare il fallimento. Questo ha a che fare sia con il sistema scolastico, sia con genitori ipercritici e anche con i mass media. Evitare il fallimento implica anche evitare le azioni necessarie per avere successo.

Manson suggerisce di scegliere degli obiettivi orientati al processo e di iniziare secondo il principio del “Fai qualcosa”. Quando era alle superiori il suo insegnante di matematica diceva sempre: “se sei bloccato su un problema, non stare semplicemente lì seduto a pensarci. Inizia a lavorarci su. Anche se non sai cosa stai facendo, la semplice azione di iniziare a lavorarci alla fine ti porterà ad avere nuove idee e a trovare la soluzione”.

Applicando questo consiglio Mark Manson ha scoperto che l’azione non è solo un’effetto della motivazione, ma ne è anche la causa. Questo ha a che fare anche col concetto di ispirazione. Le tue azioni creano nuove reazioni emotive ed ispirazioni che ti motivano a fare altre azioni.

Quindi se ti senti demotivato nel fare qualcosa, inizia semplicemente facendo piccole cose. Tutto può andare bene. E osserva il risultato delle tue azioni. Puoi provare a cogliere i frutti del tuo lavoro per motivare te stessa.

Rifiuta le cose che non aggiungono valore alla tua vita e contempla la tua mortalità

Quella di rifiutare è un’importante e cruciale abilità. Il rifiuto rende la tua vita migliore perché ti permette di focalizzarti sulle cose che contano davvero e lasciare andare le cose che non sono importanti. Abbiamo bisogno di rifiutare qualcosa, altrimenti non valiamo nulla. Se il nulla è meglio e più desiderabile di qualunque altra cosa allora siamo vuote e la nostra vita è priva di significato. Siamo senza valori e di conseguenza la nostra vita è senza scopo. Il desiderio di evitare il rifiuto ad ogni costo, per evitare confronti e conflitti con gli altri, il desiderio di accettare qualunque cosa equamente e tenere tutto in armonia è una delle cose che ci fa sentire più meritevoli.

Quando decidi di dedicarti a qualcosa, devi dire di no a qualcos’altro. Questo non ti limita, al contrario ti libera dalle banalità così puoi concentrarti su ciò che ha davvero significato, per esempio approfondire una relazione o imparare un mestiere.

Per costruire una relazione sana entrambe le parti devono essere in grado di dire no, sorvolare sulle differenze, stabilire dei limiti e prendersi carico dei propri problemi: solo a questo punto può esserci una vera comprensione e fiducia reciproca.

In quanto esseri umani siamo spaventati dalla morte. E siccome ci spaventa evitiamo di parlarne, senza neanche accorgercene – anche quando sta accadendo molto vicino a noi. Invece è importante contemplare la nostra mortalità ogni tanto per vivere davvero la nostra vita a pieno, felicemente.

Infatti in un modo bizzarro e paradossale la morte è la luce alla quale le ombre del senso della vita sono rivelate. Senza la morte tutto sembrerebbe senza senso, tutta l’esperienza sarebbe completamente arbitraria, tutti i valori diventerebbero zero.

Pensare profondamente alla morte mette tutte le avversità in un contesto e ci aiuta ad apprezzare la vita. Se hai paura di morire o sei preoccupata di essere dimenticata dopo la tua dipartita non sarai in grado di vivere pienamente. Se invece hai affrontato la tua mortalità puoi accettare la tua vita come un granello di sabbia nell’universo e concentrarti per contribuire ad una causa più grande che ti sopravviverà. Qui troverai la vera pace e la vera felicità, e sarai libera di vivere ogni giorno appieno.

Dobbiamo tutti occuparci di qualcosa, per poter dare valore a qualcosa. E per dare valore a qualcosa dobbiamo rifiutare qualcos’altro. Valorizzare X significa rifiutare non-X.

Lo sapevi? L’onestà è una tendenza naturale nell’uomo. Ma una componente essenziali dell’essere oneste nella nostra vita è essere a nostro agio nel sentire e nel dire la parola “No”. In questo modo il rifiuto rende migliori le nostre relazioni e aumenta la nostra salute emotiva.

Conclusioni

Cerchiamo sempre di fare troppe cose e l’unico risultato è che siamo stressate e infelici. Abbiamo tutte bisogno di imparare a fregarcene delle cose che ci fanno soffrire. Scegli cosa ti interessa davvero e sviluppa un approccio al lavoro, alla vita e all’amore più costruttivo.

Esercizio pratico

Impara a dire di No alle cose che non portano valore nella tua vita. Se vuoi occuparti delle cose che sono davvero importanti per te, è importante dire No a tutto il resto.

Non puoi avere una carriera perfetta, tanto tempo per la famiglia e lunghe vacanze ai Caraibi. È più importante non perdersi le cose giuste, quindi scegli e concentrati sulle cose essenziali. Ignora il resto.